Il sistema zonale con il formato 35mm

Adams e il sistema zonale
Ansel Adams, paesaggista americano scomparso nel 1984, è noto per la sua grande padronanza dei materiali sensibili.
Adams insegna che nella fotografia in bianco e nero è molto importante previsualizzare ciò che si intende fotografare con la gamma tonale che si desidera ottenere in stampa.
Il sistema zonale di Ansel Adams, ampiamente trattato nella trilogia La Fotocamera – Il Negativo – La Stampa, come molti sapranno, consiste nella divisione della scala di grigi che va dal nero al bianco in undici parti o zone, con il nero assoluto indicato come zona zero e il bianco della carta come zona dieci.
Tale sistema si fonda sulla conoscenza dei processi fisico-chimici alla base della fotografia ed è necessaria quindi un’attenta analisi dei materiali utilizzati e del loro trattamento, per sfruttare al meglio le proprietà di pellicole e carte facendo cadere ogni valore dell’immagine nella zona ritenuta più adatta.
“Esporre per le ombre e sviluppare per le luci“, qualcuno di voi avrà letto o sentito dire da qualche parte che esiste questa regola dettata dal fatto che esposizione e sviluppo non agiscono nella stessa maniera sulle diverse zone dell’immagine: sulle zone da uno a cinque agisce principalmente l’esposizione, sulle rimanenti lo sviluppo.
Visualizzata l’immagine Adams misurava le singole luminanze della scena con un esposimetro a lettura spot, decideva come esporre la pellicola e quindi annotava la metodologia di sviluppo più adatta per quel fotogramma.
Ansel Adams lavorava principalmente con pellicole di grande formato che molte volte stampava a contatto, aveva quindi la possibilità di esporre e sviluppare ogni fotogamma in maniera diversa controllando accuratamente ogni valore dell’immagine.
Limiti del piccolo formato
L’applicazione del sistema zonale è ovviamente difficoltosa con il piccolo formato. Le pellicole sono in rullo e tutti i fotogrammi saranno sviluppati allo stesso modo. Ciononostante la fotografia in piccolo formato può beneficiare molto del sistema zonale. __(‘Read the rest of this entry »’)
E’ molto diffuso tra gli utenti del piccolo formato, arrivare ad un risultato accettabile attraverso una serie a volte troppo lunga di tentativi.
Anche se non è possibile intervenire indipendentemente su un singolo fotogamma, è possibile determinare una procedura che fornisca il migliore risultato possibile per ogni fotogramma.
Il primo passo per conseguire questo risultato è comprendere che le indicazioni fornite dai fabbricanti dei materiali sensibili adoperati sono da considerare solo come punto di partenza per la determinazione del metodo di trattamento ottimale.







