Archive forgennaio, 2005

Il sistema zonale con il formato 35mm

Ansel Adams - Road, Nevada desert 1960

Adams e il sistema zonale

Ansel Adams, paesaggista americano scomparso nel 1984, è noto per la sua grande padronanza dei materiali sensibili.
Adams insegna che nella fotografia in bianco e nero è molto importante previsualizzare ciò che si intende fotografare con la gamma tonale che si desidera ottenere in stampa.
Il sistema zonale di Ansel Adams, ampiamente trattato nella trilogia La Fotocamera – Il Negativo – La Stampa, come molti sapranno, consiste nella divisione della scala di grigi che va dal nero al bianco in undici parti o zone, con il nero assoluto indicato come zona zero e il bianco della carta come zona dieci.
Tale sistema si fonda sulla conoscenza dei processi fisico-chimici alla base della fotografia ed è necessaria quindi un’attenta analisi dei materiali utilizzati e del loro trattamento, per sfruttare al meglio le proprietà di pellicole e carte facendo cadere ogni valore dell’immagine nella zona ritenuta più adatta.
Esporre per le ombre e sviluppare per le luci“, qualcuno di voi avrà letto o sentito dire da qualche parte che esiste questa regola dettata dal fatto che esposizione e sviluppo non agiscono nella stessa maniera sulle diverse zone dell’immagine: sulle zone da uno a cinque agisce principalmente l’esposizione, sulle rimanenti lo sviluppo.
Visualizzata l’immagine Adams misurava le singole luminanze della scena con un esposimetro a lettura spot, decideva come esporre la pellicola e quindi annotava la metodologia di sviluppo più adatta per quel fotogramma.
Ansel Adams lavorava principalmente con pellicole di grande formato che molte volte stampava a contatto, aveva quindi la possibilità di esporre e sviluppare ogni fotogamma in maniera diversa controllando accuratamente ogni valore dell’immagine.

Limiti del piccolo formato

L’applicazione del sistema zonale è ovviamente difficoltosa con il piccolo formato. Le pellicole sono in rullo e tutti i fotogrammi saranno sviluppati allo stesso modo. Ciononostante la fotografia in piccolo formato può beneficiare molto del sistema zonale.
E’ molto diffuso tra gli utenti del piccolo formato, arrivare ad un risultato accettabile attraverso una serie a volte troppo lunga di tentativi.
Anche se non è possibile intervenire indipendentemente su un singolo fotogamma, è possibile determinare una procedura che fornisca il migliore risultato possibile per ogni fotogramma.
Il primo passo per conseguire questo risultato è comprendere che le indicazioni fornite dai fabbricanti dei materiali sensibili adoperati sono da considerare solo come punto di partenza per la determinazione del metodo di trattamento ottimale.

__(‘Read the rest of this entry »’)

Commenti (3)