Archive formaggio, 2005

Nuove reflex digitali Nikon

Nikon immette sul mercato le nuove D50 e D70s.
La prima, evoluzione della già ottima D70, è dotata di un display più grande (2″ contro 1,8″ della D70) ed una maggiore prontezza all’accensione (solo 0,2s per essere pienamente operativa).
Migliorato il sistema di messa a fuoco, il sistema esposimetrico e il funzionamento, già eccellente nella D70, del flash. Poche dunque le migliorie apportate all’ottima D70 che adesso sarà reperibile ad un prezzo ancora minore.
La D50 si presenta come la più economica delle reflex digitali Nikon, eredita il sensore della D70 ed è dotata di un’otturatore con un range dei tempi di scatto che va da 30s ad 1/4000s. La D50 scatta 2,5 fotogrammi al secondo ed il suo corpo macchina, disponibile nelle versioni nera e silver, appare assai più leggero e delicato di quello della D70. Come era lecito aspettarsi Nikon propone questa nuova reflex digitale in kit con il nuovo zoom AF-S DX Zoom-Nikkor 18-55mm f/3.5-5.6G IF-ED a partire da giugno; il prezzo di questo kit sarà di circa 970€.
Gli utenti Nikon aspettano con impazienza l’uscita della D200 la SLR digitale che sostituirà la D100.
Secondo molti la D200 potrebbe essere presentata alla PMA di Febbraio 2006 e potrebbe vantare un sensore da 8-10 milioni di pixels ed un motore da cinque scatti al secondo. Su un sito giapponese è possibile vedere un’immagine, probabilmente falsa, dell’attesa reflex digitale.

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Stampare? Facilissimo.

La carta negativa da stampa, come del resto la pellicola, non è influenzata allo stesso modo da esposizione e sviluppo. L’ esposizione della carta sotto l’ingranditore è responsabile della corretta resa delle zone che nel sistema zonale vanno da V a X, lo sviluppo per quelle al di sotto la V. La ricerca del giusto tempo di esposizione va quindi effettuata eseguendo dei provini scalari su porzioni significative dell’immagine che presentino prevalenza di zone chiare (V-VI-VII). E’ opportuno eseguire tutti questi primi test con una carta di contrasto medio.
Fatto questo dobbiamo sviluppare la striscia di carta per tutto il tempo consigliato dal fabbricante del rivelatore o della carta.
Se i valori in ombra sono poco densi dobbiamo utilizzare una carta di gradazione più alta, cosa che comporterà anche una contrazione della nostra scala tonale con conseguente innalzameto del contrasto generale dell’immagine. Stabilita la giusta gradazione della carta dovremo affinare il tempo di esposizione eseguendo un nuovo provino.
Se i neri ci sembrano poco profondi dovremo procedere ad un prolungamento del tempo di sviluppo. Le carte più adatte al controllo del contrasto via tempo di sviluppo sono le baritate in quanto si sviluppano in tempi più lunghi e ci permettono adottare tecniche di agitazione in bacinella. In questo modo possiamo controllare accuratamente il microcontrasto dell’immagine.
Le carte politenate si sviluppano molto velocemente, l’immagine è già visibile sulla carta dopo trenta secondi al massimo dall’immersione nella bacinella ed è difficile variare la scala tonale incrementando i tempi di sviluppo senza velare la stampa.
Le carte baritate si sviluppano in tre o quattro minuti circa e permettono di controllare finemente il contrasto e la gamma tonale dell’immagine variando i tempi di sviluppo.

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