Archive forfebbraio, 2006

Cappuccino amaro

Finalmente parte un cappuccino per un pc, il famigerato progetto del Ministero della Pubblica Istruzione di cui si parla da mesi. Per chi non lo sapesse, tale progetto permette agli studenti universitari italiani di usufruire di un prestito agevolato per l’acquisto di un computer portatile. Un computer portatile nuovo e wi-fi ready, dotato cioè di scheda di rete wireless per accedere alle reti senza fili praticamente assenti in Italia, sopratutto al sud. Saranno a carico dello studente spese di gestione ed interessi, anche se fino al giorno prima del lancio si leggeva diversamente sul sito del ministero. Un’altra trovata del nostro governo in vista delle prossime elezioni a mio modo di vedere. Si, perché mi sembra che venga data troppa importanza a questo progetto, pubblicizzato come una svolta epocale. Farà comodo a qualcuno, ma non a tutti. Se è vero che tantissimi studenti fanno sacrifici enormi per studiare è anche vero che tantissimi rivenditori propongono da tempo finanziamenti a tasso zero e che quasi tutti gli studenti possono chiedere ad un amico o ad un familiare di fare da garante per usufruire di tali modalità di pagamento rateale. Leggevo poco fa su discarica culturale commenti contrastanti sull’iniziativa del nostro governo. Io sono dell’idea che sarebbe più utile agevolare gli studenti fuorisede che non possono permettersi una connessione ad internet a casa loro, sopratutto nelle tante località in cui è ancora necessario attivare una normale linea telefonica vocale Telecom spendendo 150 salatissimi euro. Ma il governo ha pensato anche a questo, destinando 2,5 milioni di euro al cofinanziamento delle spese di implementazione di reti senza fili nei locali delle università italiane. Mi sembrano pochini. Spero che almeno la mia università, l’Università degli Studi di Catania sfrutti questa piccola opportunità, visto che la mia facoltà, la facoltà di architettura, non ha una singola postazione per collegarsi ad internet. Io sono il webmaster della facoltà e lavoro da casa mia.

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