Ho finalmente acquistato una reflex digitale. Precisamente una Nikon D70s, fotocamera prossima al pensionamento, che però ho potuto acquistare ad un prezzo davvero vantaggioso. Ancora dentro il negozio guardavo il reparto dedicato ai prodotti chimici e agli accessori per lo sviluppo e la stampa del bianconero e mi interrogavo sulle sorti della mia camera oscura. Avrò ancora voglia di chiudermi al buio in quella stanza maleodorante? Avrò ancora la pazienza di sviluppare e stampare da solo? Mai come in questi giorni mi sono reso conto che la fotografia tradizionale e la fotografia digitale appartengono a due universi separati. Sono convinto che la mia passione per la fotografia chimica e quella nascente per la fotografia digitale non faranno mai a pugni. La fotografia digitale spero possa aiutarmi a migliorare aspetti del mio fotografare di cui non sono per niente soddisfatto, composizione e previsualizzazione in primis. Non sono dell’idea che la fotografia digitale non possa offrire risultati degni della fotografia chimica, anche in materia di bianco e nero. Proprio per questo motivo sto rimettendo in moto la mia Epson Stylus Photo 1290 con l’intenzione di acquistare delle cartucce ad inchiostri pigmentati per provare a realizzare delle stampe in bianco e nero di buona qualità partendo da un file a colori. Con Photoshop è possibile ottenere un “negativo digitale” di ottima qualità filtrando i tre colori (RGB) che compongono l’immagine, come se si usassero i tradizionali filtri colorati in fase di ripresa. Lo strumento curve inoltre premette di avere una distribuzione della gamma tonale dell’immagine davvero accurata. Se a tutto questo aggiungiamo le possibilità offerteci dalla ripresa in formato RAW non compresso credo che dal punto di vista qualitativo il digitale non farà rimpiangere le possibilità espressive offerte dalla vecchia e cara pellicola.