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	<title>Commenti a: Camera chiara</title>
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		<title>Di: Sebastiano Pitruzzello</title>
		<link>http://www.pitruzzello.org/blog/2006/09/02/camera-chiara/comment-page-1/#comment-343</link>
		<dc:creator>Sebastiano Pitruzzello</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2006 12:16:09 +0000</pubDate>
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		<description>Quando ho cominciato odiavo il digitale, credevo che la fotografia &lt;strong&gt;vera&lt;/strong&gt; fosse quella chimica. Adesso invece credo che la fotografia vera sia quella prodotta da dispositivi ottico-meccanici. La differenza tra fotografia digitale e tradizionale sta nel supporto che conserva l&#039;immagine ed ovviamente nella successiva fase di trattamento. Sono d&#039;accordo con te quando dici che niente potrà sostituire le emozioni che la comparsa dell&#039;immagine in bacinella offre. Trascorrerei tutti i miei pomeriggi in camera oscura (non il bagno di casa mia, una camera oscura vera) se solo ne avessi l&#039;opportunità. La fotografia digitale esiste da pochissimo tempo, è meno affascinante ma ci offre tutto quello che serve ad un fotografo: il controllo totale del processo che porta alla creazione di un&#039;immagine. Mi piacerebbe continuare ad usare il digitale, per foto a colori ed in bianco e nero, unitamente alla pellicola. Dovremmo allestire una camera oscura...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ho cominciato odiavo il digitale, credevo che la fotografia <strong>vera</strong> fosse quella chimica. Adesso invece credo che la fotografia vera sia quella prodotta da dispositivi ottico-meccanici. La differenza tra fotografia digitale e tradizionale sta nel supporto che conserva l&#8217;immagine ed ovviamente nella successiva fase di trattamento. Sono d&#8217;accordo con te quando dici che niente potrà sostituire le emozioni che la comparsa dell&#8217;immagine in bacinella offre. Trascorrerei tutti i miei pomeriggi in camera oscura (non il bagno di casa mia, una camera oscura vera) se solo ne avessi l&#8217;opportunità. La fotografia digitale esiste da pochissimo tempo, è meno affascinante ma ci offre tutto quello che serve ad un fotografo: il controllo totale del processo che porta alla creazione di un&#8217;immagine. Mi piacerebbe continuare ad usare il digitale, per foto a colori ed in bianco e nero, unitamente alla pellicola. Dovremmo allestire una camera oscura&#8230;</p>
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		<title>Di: mirKo</title>
		<link>http://www.pitruzzello.org/blog/2006/09/02/camera-chiara/comment-page-1/#comment-341</link>
		<dc:creator>mirKo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Nov 2006 02:24:59 +0000</pubDate>
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		<description>Sono sempre più sicuro che anch’io, malgrado la mia iniziale riluttanza, comprerò una reflex digitale. Per un fotoamatore pivello come me è un ottimo strumento per migliorare la propria tecnica visto che si può scattare senza dover fare troppo i conti col portamonete.. e soprattutto ho capito (almeno credo) che nella Fotografia non si possono confondere i problemi legati al tipo di mezzo o supporto con quelli più propriamente di natura “ontologica”. Sebbene, quindi, il digitale entri di prepotenza nel mio fare foto, continua ad aumentare il mio interesse per il tradizionale bianconero. Nonostante la mia scarsa esperienza (quasi nulla per la camera oscura) credo che restino però due modi di fare fotografia troppo distanti e autonomi tra loro. E qualsiasi inchiostro Ultratone al carbone o carta da stampa inkjet fine art di ultima generazione (così come ne leggo &lt;a href=&quot;http://www.pitruzzello.org/blog/2006/10/31/carbone-o-argento/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; qui &lt;/a&gt; ), sebbene possano arrivare ad un’ottima stampa in bianconero, non potranno mai regalare l’emozione e la magia che sta dentro “quella stanza maleodorante” [spero di non essere sembrato contraddittorio].. credo, allora, che la soluzione sia un giusto compromesso: digitale per il colore e tradizionale per il bianconero, e spero possa essere il mio prossimo passo..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono sempre più sicuro che anch’io, malgrado la mia iniziale riluttanza, comprerò una reflex digitale. Per un fotoamatore pivello come me è un ottimo strumento per migliorare la propria tecnica visto che si può scattare senza dover fare troppo i conti col portamonete.. e soprattutto ho capito (almeno credo) che nella Fotografia non si possono confondere i problemi legati al tipo di mezzo o supporto con quelli più propriamente di natura “ontologica”. Sebbene, quindi, il digitale entri di prepotenza nel mio fare foto, continua ad aumentare il mio interesse per il tradizionale bianconero. Nonostante la mia scarsa esperienza (quasi nulla per la camera oscura) credo che restino però due modi di fare fotografia troppo distanti e autonomi tra loro. E qualsiasi inchiostro Ultratone al carbone o carta da stampa inkjet fine art di ultima generazione (così come ne leggo <a href="http://www.pitruzzello.org/blog/2006/10/31/carbone-o-argento/" rel="nofollow"> qui </a> ), sebbene possano arrivare ad un’ottima stampa in bianconero, non potranno mai regalare l’emozione e la magia che sta dentro “quella stanza maleodorante” [spero di non essere sembrato contraddittorio].. credo, allora, che la soluzione sia un giusto compromesso: digitale per il colore e tradizionale per il bianconero, e spero possa essere il mio prossimo passo..</p>
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		<title>Di: pitruzzello.org &#187; Carbone o argento?</title>
		<link>http://www.pitruzzello.org/blog/2006/09/02/camera-chiara/comment-page-1/#comment-288</link>
		<dc:creator>pitruzzello.org &#187; Carbone o argento?</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2006 23:36:55 +0000</pubDate>
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		<description>[...] La mia Epson Stylus Photo 1290, di cui ho parlato in un precedente post, è morta. Avevo intenzione di utilizzarla per stampe in bianco e nero con gli inchiosri a pigmenti di MIS Associates e visto che non mi posso permettere al momento una stampante Epson A3 solo per stampe in bianco e nero, sono sceso a compromessi con le mie tasche ed ho acquistato una Epson Stylus Photo R220, una stampante A4 dall&#8217;ottimo rapporto qualità/prezzo. Non ho ancora deciso se è il caso di comprare da MIS Associates delle cartucce precaricate di inchiostri Ultratone al carbone o se è il caso di acquistare direttamente dei flaconi di inchiostro insieme ad un kit per la rigenerazione delle cartucce stesse. Ovviamente la seconda soluzione è molto conveniente dal punto di vista del costo per singola stampa, ma bisogna fare fronte ad una spesa iniziale non indifferente. A detta di chi usa già questi inchiostri il livello qualitativo delle stampe in bianco e nero da sorgente digitale sta crescendo, anche perchè le carte da stampa inkjet fine art, stanno migliorando sempre più avvicinandosi a poco a poco alle amate carte baritate tradizionali. A proposito di carte tradizionali, mi viene in mente un sistema alternativo di cui non sento parlare da un po&#8217;, ovvero la stampa su carte negative tradizionali di file digitali, ottenute grazie a particolari ingranditori come questo sistema DeVere, capaci di proiettare sul piano di stampa un&#8217;immagine digitale. In questo modo sarebbe possibile ottenere risultati probabilmente magnifici, effettuando tutte le correzioni, mascherature, bruciature ecc. prima dell&#8217;esposizione della carta, conservando parte del bagaglio di esperienza acquisito in tanti anni di lavoro in camera oscura. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] La mia Epson Stylus Photo 1290, di cui ho parlato in un precedente post, è morta. Avevo intenzione di utilizzarla per stampe in bianco e nero con gli inchiosri a pigmenti di MIS Associates e visto che non mi posso permettere al momento una stampante Epson A3 solo per stampe in bianco e nero, sono sceso a compromessi con le mie tasche ed ho acquistato una Epson Stylus Photo R220, una stampante A4 dall&#8217;ottimo rapporto qualità/prezzo. Non ho ancora deciso se è il caso di comprare da MIS Associates delle cartucce precaricate di inchiostri Ultratone al carbone o se è il caso di acquistare direttamente dei flaconi di inchiostro insieme ad un kit per la rigenerazione delle cartucce stesse. Ovviamente la seconda soluzione è molto conveniente dal punto di vista del costo per singola stampa, ma bisogna fare fronte ad una spesa iniziale non indifferente. A detta di chi usa già questi inchiostri il livello qualitativo delle stampe in bianco e nero da sorgente digitale sta crescendo, anche perchè le carte da stampa inkjet fine art, stanno migliorando sempre più avvicinandosi a poco a poco alle amate carte baritate tradizionali. A proposito di carte tradizionali, mi viene in mente un sistema alternativo di cui non sento parlare da un po&#8217;, ovvero la stampa su carte negative tradizionali di file digitali, ottenute grazie a particolari ingranditori come questo sistema DeVere, capaci di proiettare sul piano di stampa un&#8217;immagine digitale. In questo modo sarebbe possibile ottenere risultati probabilmente magnifici, effettuando tutte le correzioni, mascherature, bruciature ecc. prima dell&#8217;esposizione della carta, conservando parte del bagaglio di esperienza acquisito in tanti anni di lavoro in camera oscura. [...]</p>
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