Archive forfebbraio, 2007

Inchiostri MIS

Finalmente ho ricevuto gli inchiostri a pigmenti di carbone che ho ordinato direttamente dal sito di MIS Associates. I kit per stampare in bianco e nero prodotti dalla casa americana sono venduti generalmente in due versioni: la versione warmtone, caratterizzata da una intonazione calda dovuta proprio alla colorazione naturale dei pigmenti di carbone, e una versione neutra (quella che ho scelto), ottenuta correggendo la versione warmtone con un toner blu. Il kit è composto da un nero e da due grigi che si ripetono nelle cartucce destinate al ciano, ciano chiaro, magenta, magenta chiaro e giallo. Il nero è diverso a seconda che si intenda stampare su carte lucide (Photo Black) o matte (Ebony Black). Ho acquistato un pacco di carta Epson Enhanced Matte e quindi ho scelto il kit con il nero Eboni Black. Mi sono subito dedicato ad eseguire alcuni test con risultati incoraggianti ma non certo esaltanti, infatti i migliori risultati nella stampa digitale si ottengono con l’utilizzo di costosissimi spettrofotometri per creare profili ICC ad hoc e software RIP, anche questi in genere molto costosi e complessi, che servono a controllare i canali della stampante per ottenere i risultati voluti. Il kit della Mis è pensato invece per un utilizzo più intuitivo, sfruttando un profilo ICC generico, creato da Paul Roark, unitamente ai driver di stampa originali Epson ed effettuando le eventuali correzioni per mezzo dei controlli colore nelle opzioni di stampa. Le prime stampe mi sono sembrate accettabili, ma le prime delusioni non si sono fatte attendere. In alcune foto in cui un ruolo importante era rivestito dai grigi medio-scuri (zona IV-V per parlare in termini di sistema zonale), era evidente una mancata linearità dei toni e quindi una sorta di posterizzazione. Per essere sicuro ho stampato una sfumatura a gradini dal nero a bianco con incrementi del 5%. Il risultato è stato disastroso, così mi sono messo a spulciare il sito di Paul Roark ed ho trovato una procedura guidata per realizzare un profilo ICC utilizzando uno scanner piano al posto di uno spettrofotometro ed utilizzando un software RIP economico (50$) chiamato Quad Tone Rip. Il risultato non può essere paragonato a quello ottenibile con uno spettrofotometro ma ha quasi annullato quell’effetto di posterizzazione e di mancata linearità nel range dei grigi di cui sopra. Peccato solo che le stampe, successivamente a questo intervento, abbiano perso qualcosa in termini di Dmax, il nero più profondo. In conclusione gli inchiostri che ho provato sono in grado di fornire risultati accettabili senza sbattersi troppo e possono dare risultati davvero eccellenti se si dispone di uno spettrofotometro, di un software RIP e della capacità di usarli. La cosa che più mi dispiace è che le cartucce contenenti i grigi sono ancora quasi piene ma il nero si è esaurito in meno di 50 stampe 20×20. Adesso sono in procinto di acquistare un kit messo a punto dallo staff di PhotoActivity, basato sempre su inchiostri MIS, che permette di stampare sia su supporti lucidi che matte. Lo stesso staff di PhotoActivity provvede a fornire un profilo ICC personalizzato per le carte e gli inchiostri acquistati dal loro shop online. L’operazione sembra piuttosto semplice, basta stampare delle patch e spedirle a PhotoActivity in busta chiusa. Sarà creato un profilo ICC che verrà spedito al vostro indirizzo email. Sembra comodo ed efficace, posterò le mie impressioni prima possibile.

Commenti (2)