Archive forFotografia

Inchiostri MIS

Finalmente ho ricevuto gli inchiostri a pigmenti di carbone che ho ordinato direttamente dal sito di MIS Associates. I kit per stampare in bianco e nero prodotti dalla casa americana sono venduti generalmente in due versioni: la versione warmtone, caratterizzata da una intonazione calda dovuta proprio alla colorazione naturale dei pigmenti di carbone, e una versione neutra (quella che ho scelto), ottenuta correggendo la versione warmtone con un toner blu. Il kit è composto da un nero e da due grigi che si ripetono nelle cartucce destinate al ciano, ciano chiaro, magenta, magenta chiaro e giallo. Il nero è diverso a seconda che si intenda stampare su carte lucide (Photo Black) o matte (Ebony Black). Ho acquistato un pacco di carta Epson Enhanced Matte e quindi ho scelto il kit con il nero Eboni Black. Mi sono subito dedicato ad eseguire alcuni test con risultati incoraggianti ma non certo esaltanti, infatti i migliori risultati nella stampa digitale si ottengono con l’utilizzo di costosissimi spettrofotometri per creare profili ICC ad hoc e software RIP, anche questi in genere molto costosi e complessi, che servono a controllare i canali della stampante per ottenere i risultati voluti. Il kit della Mis è pensato invece per un utilizzo più intuitivo, sfruttando un profilo ICC generico, creato da Paul Roark, unitamente ai driver di stampa originali Epson ed effettuando le eventuali correzioni per mezzo dei controlli colore nelle opzioni di stampa. Le prime stampe mi sono sembrate accettabili, ma le prime delusioni non si sono fatte attendere. In alcune foto in cui un ruolo importante era rivestito dai grigi medio-scuri (zona IV-V per parlare in termini di sistema zonale), era evidente una mancata linearità dei toni e quindi una sorta di posterizzazione. Per essere sicuro ho stampato una sfumatura a gradini dal nero a bianco con incrementi del 5%. Il risultato è stato disastroso, così mi sono messo a spulciare il sito di Paul Roark ed ho trovato una procedura guidata per realizzare un profilo ICC utilizzando uno scanner piano al posto di uno spettrofotometro ed utilizzando un software RIP economico (50$) chiamato Quad Tone Rip. Il risultato non può essere paragonato a quello ottenibile con uno spettrofotometro ma ha quasi annullato quell’effetto di posterizzazione e di mancata linearità nel range dei grigi di cui sopra. Peccato solo che le stampe, successivamente a questo intervento, abbiano perso qualcosa in termini di Dmax, il nero più profondo. In conclusione gli inchiostri che ho provato sono in grado di fornire risultati accettabili senza sbattersi troppo e possono dare risultati davvero eccellenti se si dispone di uno spettrofotometro, di un software RIP e della capacità di usarli. La cosa che più mi dispiace è che le cartucce contenenti i grigi sono ancora quasi piene ma il nero si è esaurito in meno di 50 stampe 20×20. Adesso sono in procinto di acquistare un kit messo a punto dallo staff di PhotoActivity, basato sempre su inchiostri MIS, che permette di stampare sia su supporti lucidi che matte. Lo stesso staff di PhotoActivity provvede a fornire un profilo ICC personalizzato per le carte e gli inchiostri acquistati dal loro shop online. L’operazione sembra piuttosto semplice, basta stampare delle patch e spedirle a PhotoActivity in busta chiusa. Sarà creato un profilo ICC che verrà spedito al vostro indirizzo email. Sembra comodo ed efficace, posterò le mie impressioni prima possibile.

Commenti (2)

Ancora sulla Nikon D40

Proprio non mi aspettavo i vedere così presto la D40 nelle vetrine dei negozi. L’ho vista, l’ho impugnata e devo dire che mi ha ben impressionato. Piccola, leggera ed estremamente tascabile, la D40 colpisce subito per via del display LCD che, sebbene delle stesse dimensioni di quello della D70s, sul corpo ultracompatto della neonata Nikon sembra enorme. Display che Nikon ha migliorato anche dal punto di vista della luminosità e della resa in condizioni di luce non ideali. L’obiettivo a corredo, il nuovo AF-S 18-55mm 3.5-5-6 G II, è molto preciso, veloce e silenzioso. Per rimanere in tema di obttiche approfitto per scrivere una cosa che mi era sfuggita quando ho scritto il post che ne annunciava l’uscita: la D40 non dispone di un motore autofocus. Per questo motivo gli unici obiettivi che permettono di godere della messa a fuoco assistita sono i nuovi AF-S e i poco diffusi AF-I. Decisamente degli obiettivi poco adatti ai potenziali acquirenti della piccola DSLR Nikon. Gli obiettivi AF e AF-D possono essere usati senza problemi ricorrendo però alla focheggiatura manuale. Il prezzo sarà di sicuro molto interessante, compreso tra i 550 e i 700 euro.

Commenti

Annunciata la Nikon D40

Corpo macchina molto compatto e leggero, semplicità d’utilizzo, compatibilità con tutti gli obiettivi Nikon, prezzo accessibile. Queste sono le caratteristiche che secondo Nikon Corporation renderanno la nuova reflex digitale D40 la regina dei regali di Natale 2006. Annunciata proprio oggi, 16 Novembre 2006, la D40 sostituisce la vendutissima D50 e si pone subito dietro la D80. La scheda tecnica della D40 sembra quasi quella della D70s che posseggo. Tempi di otturazione da 30s a 1/4000s, 2.5 fotogrammi al secondo, 6 Mpixels effettivi, display da 2.5″ molto luminoso. Nikon ha inoltre aggiunto la possibilità di ritoccare le proprie immagini dalla fotocamera stessa, subito dopo lo scatto, senza passare per un computer. E’ possibile ridimensionare, adeguare il contrasto al tipo di scena, tagliare e cambiare il formato della foto, rimuovere gli occhi rossi, aggiungere filtri (Skylight, Warming ecc.). Ovviamente per chi ha intenzione di fare esattamente l’opposto, ovvero controllare accuratamente tutti i passaggi che portano all’immagine finale è possibile salvare le immagini nel formato RAW non compresso di Nikon (NEF). Per maggiori info visitate questa pagina del sito di Ken Rockwell e il comunicato ufficiale di Nikon Corporation.

Commenti (2)

Macro dilemma

Sono quasi del tutto certo che il mio prossimo acquisto fotografico sarà un obiettivo macro. Il problema è che non ho nessuna esperienza in questo campo e non riesco a stabilire quale specifico modello potrebbe soddisfare le mie esigenze. Le dimensioni degli obiettivi macro non mi spaventano, anche considerando che mi interessa una focale intorno ai 100mm. Un Sigma EX 105mm f/2,8 DG Macro potrebbe farmi risparmiare qualche soldino, specie se acquistato su eBay, ma probabilmente mi ritroverei con un vetro dalle finiture scarse e con una nitidezza non da primato sul formato delle reflex digitali Nikon. Se dovessi orientarmi sui modelli Nikon so che non ci penserei due volte a comprare il nuovo AF-S VR 105mm f/2.8G IF-ED. Obiettivo che non sfigurerebbe anche in situazioni non tipiche per un obiettivo macro (ritratto, reportage), dotato di una nitidezza esemplare grazie al trattamento antiriflessi Nano Crystal. L’unica cosa che mi fa un po’ pensare è che l’unica vera giustificazione al prezzo elevato di questo obiettivo è il suo sistema di stabilizzazione che dovrebbe garantire la possibilità di scattare a mano libera con tempi di otturazione più lenti di due o tre stop rispetto ai tempi consigliati per quella focale (1/125s). Questo sistema è praticamente inefficiente ad elevati ingrandimenti, inoltre non è utilizzabile su treppiedi. Non mi dispiace l’idea di non potere utilizzare il riduttore di vibrazioni su cavalletto (anzi mi sembra una cosa assurda), mi dispiace molto invece non poterlo utilizzare per scatti macro al volo. In pratica quest’obiettivo è un ottimo vetro macro che fa il suo dovere anche ad infinito, circostanza in cui può anche contare su un sistema di riduzione delle vibrazioni. I Tamron mi sembrano un po’ bruttini quindi la scelta è tra un Sigma e questo nuovo Nikon VR. E ancora una volta a decidere, purtroppo, saranno le mie tasche.

Commenti

Lomo & Holga mania

Stanchi delle vostre eccellenti ottiche? Della precisione delle vostre fotocamere? I freddi sistemi digitali non vi entusiasmano? Vi piacerebbe tornare a giocare con la fotografia? Fatevi una Lomo o una Holga. Le toycameras, così le chiamano, sono apparecchi fotografici che costano una manciata di euro e valgono ancora meno. Eppure le loro imperfezioni, le scarse regolazioni possibili, la messa a fuoco approssimativa e le pietose ottiche utilizzate affascinano molte persone. Io sono sul punto di comprare una Holga. Riporto alcuni link molto utili per chi volesse documentarsi.

Sito ufficiale Lomo (English)
Lomo su Wikipedia (Italiano)
Toycamera.com: Immagini e consigli (English)
Lomography.com (English)
Lomography.it (Italiano)
Lomo box (English)
Lomo US Forums (English)
Lomo su Camerapedia (English)
Flickr’s Lomo Pool (English)
Holga.net Sito di riferimento per la Holga (English)
Holgamods Holga modificate e trucchi (English)

Commenti (2)

« Previous entries