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Picasa Web Album uploader per Mac

Sono disponibili dei tool gratuiti per caricare fotografie dal vostro Mac a Picasa Web Album, il sistema di condivisione di foto appartenente alla grande famiglia Google. Si tratta di un plugin molto comodo per iPhoto 6 e di un’applicazione standalone per chi non utilizza iPhoto o per chi vuole caricare solo alcune foto senza dover per forza aprire il software dedicato alla fotografia incluso nella suite iLife. Per creare un account Picasa è necessario disporre di un indirizzo di posta elettronica Gmail. Nei prossimi giorni cercherò di provarlo a fondo. Chissà che non mi trovi meglio con Picasa piuttosto che con Flickr.

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Alpha100: prima reflex digitale Sony

Sony annuncia la sua prima reflex digitale, la Alpha100. Derivata come lecito aspettarsi dalla Dynax 5d di Konica Minolta, la reflex del colosso dell’elettronica si inserisce nella fascia della Nikon D70 e della Canon Eos 350d. Poco gradevole esteticamente, questa dSLR presenta alcune caratteristiche interessanti come il sensore da 10Mp, l’attivazione del sistema autofocus con il movimento della pupilla e il sistema di stabilizzazione dell’immagine. Quest’ultimo integrato nella fotocamera, come nelle reflex e nelle compatte Minolta, a differenza di altre case come Nikon e Canon che hanno scelto di inserire sistemi di stabilizzazione in alcuni obiettivi professionali. Non so quale delle due soluzioni sia la più efficace. L’innesto a baionetta è quello delle reflex Minolta. Sony inoltre annuncia tre obiettivi zoom modesti ma molto adatti al pubblico cui questa reflex digitale si rivolge: un classico 18-70mm, un 18-200mm ed un 75-300mm. Presto arriveranno altri obiettivi, alcuni spero prodotti insieme a Zeiss, già partner di Sony.
Il prezzo della fotocamera si aggira intorno ai 900€ mentre il kit composto da fotocamera e obiettivo zoom standard 18-70mm intorno ai 1000€.

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Fiat 500 wants you!

Fiat 500
La Fiat 500 torna. A detta della casa torinese tra cinquecento giorni. Sapevo che il progetto avrebbe fatto affidamento sul contributo degli automobilisti italiani, ma sinceramente non mi aspettavo un coinvolgimento a 360 gradi come questo. Il sito fiat500.com, lanciato da Fiat per l’occasione, offre la possibilità di partecipare a questa iniziativa in modi diversi. Potete partecipare da car designer seppure per gioco, configurando alla vostra maniera l’attuale prototipo della Fiat 500, aggiungendo accessori, finiture e colorazioni in un minisito Flash (un po’ lento a mio modo di vedere). La vostra configurazione si aggiungerà alla già affollata galleria. Potete partecipare come webdesigner. Ispirandosi a CSS Zen Garden, interessante idea di Dave Shea (che ha visto anche la mia partecipazione), i designers della homepage della Fiat 500 hanno pensato di scrivere il codice (X)HTML in modo tale da poter utilizzare diversi fogli di stile CSS. Scaricando il kit, che contiene in pratica la pagina web nuda e cruda, un foglio di stile per iniziare e le immagini utilizzate nella pagina standard, potete intervenire modificando e stravolgendo il foglio di stile CSS e le immagini. Non potete assolutamente modificare il codice (X)HTML. La sezione più interessante è quella relativa a DesignBoom, concorso diviso in tre categorie destinato ai designers. Le tre categorie sono, 500 accessori, 500 lifestyle, 500 luoghi che richiedono rispettivamente l’elaborazione di idee su accessori per la nuova vettura, accessori ed oggetti ispirati alla Fiat 500 e il rapporto tra il nuovo prodotto Fiat e gli spazi che la circonderanno. I primi classificati in ognuna delle tre categorie riceveranno un premio in denaro pari a 5000€.

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Per un pugno di dollari

Colmare il divario digitale dei paesi meno fortunati è il principale interesse di Nichloas Negroponte. Il suo progetto di computer da 100$ è di difficile realizzazione al momento, proprio perchè destinato ad aree dalle difficili condizioni metereologiche. Dovrebbe utilizzare un processore dai consumi bassissimi, montare harware di facile riparazione o sostituzione. Sono da sempre dell’idea che a soffrire il digital divide non siano solo i paesi del terzo mondo. Anche dalle nostre parti ci sono molte persone che non dispongono di una connessione decente ad internet o addirittura di un PC. Ci ha pensato una azienda cinese chiamata Yellow Sheep River lanciando sul mercato un computer che costa solo 146$, il Municator. E’ dotato di hardware modesto ma adatto alle applicazioni più comuni, quelle indispensabili diciamo, applicazioni office-like, connessione ad internet, instant messaging, multimedia. Ovviamente sfrutta una distribuzione di Linux chiamata Thinix OS che comprende tutti i software di cui si può avere bisogno. E’ possibile utilizzare anche una TV al posto del monitor. Potete visionare dei video qui.

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Boot Camp

Quando il team di OnMac è riuscito a fare funzionare Windows Xp sui Mac dotati di processori Intel mi aspettavo che Apple prendesse qualche provvedimento. Non so bene di che tipo. Sembrava non badare all’intera questione, non si preoccupava del fatto che il sito citato sopra rilasciasse un piccolo kit di drivers e utilities per effettuare il boot di Windows sulle nuove macchine della casa di Cupertino. A sorpresa invece è arrivato quello che molti credevano fosse un pesce d’aprile: Boot Camp. Un tool in versione beta (pare che sarà incluso in Leopard, la nuova release di Mac OS X) che permette di utilizzare il sistema operativo di Microsoft creando una partizione dedicata e un cd-rom contente i driver da installare per fare funzionare l’hardware della mela in ambiente Windows. La procedura si porta a termine in pochi minuti (installazione di XP a parte) e lascia la possibilità di scegliere da quale disco effettuare il boot. Apple quindi punta a vendere più macchine, fornendo la possibilità agli switcher indecisi di utilizzare ancora eventuali software che non sono disponibili per la piattaforma OS X. In questo modo aumentano anche le macchine con Mac OS X installato, dimostrando l’effettiva superiorità del loro sistema operativo che, secondo me, rappresenta il vero punto di forza di Apple. I primi test dicono però che Windows XP su Mac gira piuttosto bene, meglio di quanto ci si potesse aspettare, qualcuno dice meglio dello stesso OS X. Pare addirittura che il MacBook Pro paragonato agli altri laptop dotati di processori Core Duo risulti più agile. Anche le applicazioni universali disponibili per entrambe le piattaforme vanno meglio sotto Windows. Questo dimostra che se è vero che l’hardware Apple è come sempre superlativo, il software universale necessita ancora di migliorie. A conti fatti quindi, visto che molte applicazioni professionali (Adobe in testa) non sono ancora state rilasciate e che Rosetta può andare bene per un’utenza amatoriale piuttosto che professionale, gli utenti si tengono stretti le loro macchine con processori PowerPC. Anche io avevo pensato di cambiare il mio iMac G5 con uno di nuova generazione. Meglio aspettare un po’, magari l’uscita di Leopard.

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