NonLuoghi: a Flickr group

Da qualche giorno faccio parte di un gruppo di Flickr chiamato NonLuoghi. Fondato dall’amico _mirKo__, il gruppo porta alla nostra attenzione, grazie agli scatti dei suoi membri, quegli spazi anonimi, discoteche, supermercati, fastfood che sempre più invadono i nostri territori. Non ho intenzione di cercare di spiegare in questo post le regole e gli scopi di questo gruppo, vi rimando per questo all’ottima introduzione di Mirko. Voglio piuttosto mostrare alcuni degli scatti di NonLuoghi che preferisco ed invitarvi a visitare il gruppo, armarvi di fotocamera e lasciar perdere per un po’ i monumenti della vostra città, tramonti, arcobaleni e paesaggi rurali.

« Se un luogo può definirsi come identitario, relazionale, storico, uno spazio che non può definirsi né identitario né relazionale né storico, definirà un nonluogo. […] la surmodernità è produttrice di nonluoghi antropologici »

CarScapes [SA-RC _03]

stranded cars

.provini.

« È nell’anonimato del nonluogo che si prova in solitudine la comunanza dei destini umani »
(da Marc Augè, Nonluoghi. Introduzione a un’antropologia della surmodernità, 1996/2005, Eleuthera).
http://www.flickr.com/groups/nonluoghi/

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Annunciata la Nikon D40

Corpo macchina molto compatto e leggero, semplicità d’utilizzo, compatibilità con tutti gli obiettivi Nikon, prezzo accessibile. Queste sono le caratteristiche che secondo Nikon Corporation renderanno la nuova reflex digitale D40 la regina dei regali di Natale 2006. Annunciata proprio oggi, 16 Novembre 2006, la D40 sostituisce la vendutissima D50 e si pone subito dietro la D80. La scheda tecnica della D40 sembra quasi quella della D70s che posseggo. Tempi di otturazione da 30s a 1/4000s, 2.5 fotogrammi al secondo, 6 Mpixels effettivi, display da 2.5″ molto luminoso. Nikon ha inoltre aggiunto la possibilità di ritoccare le proprie immagini dalla fotocamera stessa, subito dopo lo scatto, senza passare per un computer. E’ possibile ridimensionare, adeguare il contrasto al tipo di scena, tagliare e cambiare il formato della foto, rimuovere gli occhi rossi, aggiungere filtri (Skylight, Warming ecc.). Ovviamente per chi ha intenzione di fare esattamente l’opposto, ovvero controllare accuratamente tutti i passaggi che portano all’immagine finale è possibile salvare le immagini nel formato RAW non compresso di Nikon (NEF). Per maggiori info visitate questa pagina del sito di Ken Rockwell e il comunicato ufficiale di Nikon Corporation.

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Macro dilemma

Sono quasi del tutto certo che il mio prossimo acquisto fotografico sarà un obiettivo macro. Il problema è che non ho nessuna esperienza in questo campo e non riesco a stabilire quale specifico modello potrebbe soddisfare le mie esigenze. Le dimensioni degli obiettivi macro non mi spaventano, anche considerando che mi interessa una focale intorno ai 100mm. Un Sigma EX 105mm f/2,8 DG Macro potrebbe farmi risparmiare qualche soldino, specie se acquistato su eBay, ma probabilmente mi ritroverei con un vetro dalle finiture scarse e con una nitidezza non da primato sul formato delle reflex digitali Nikon. Se dovessi orientarmi sui modelli Nikon so che non ci penserei due volte a comprare il nuovo AF-S VR 105mm f/2.8G IF-ED. Obiettivo che non sfigurerebbe anche in situazioni non tipiche per un obiettivo macro (ritratto, reportage), dotato di una nitidezza esemplare grazie al trattamento antiriflessi Nano Crystal. L’unica cosa che mi fa un po’ pensare è che l’unica vera giustificazione al prezzo elevato di questo obiettivo è il suo sistema di stabilizzazione che dovrebbe garantire la possibilità di scattare a mano libera con tempi di otturazione più lenti di due o tre stop rispetto ai tempi consigliati per quella focale (1/125s). Questo sistema è praticamente inefficiente ad elevati ingrandimenti, inoltre non è utilizzabile su treppiedi. Non mi dispiace l’idea di non potere utilizzare il riduttore di vibrazioni su cavalletto (anzi mi sembra una cosa assurda), mi dispiace molto invece non poterlo utilizzare per scatti macro al volo. In pratica quest’obiettivo è un ottimo vetro macro che fa il suo dovere anche ad infinito, circostanza in cui può anche contare su un sistema di riduzione delle vibrazioni. I Tamron mi sembrano un po’ bruttini quindi la scelta è tra un Sigma e questo nuovo Nikon VR. E ancora una volta a decidere, purtroppo, saranno le mie tasche.

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Lomo & Holga mania

Stanchi delle vostre eccellenti ottiche? Della precisione delle vostre fotocamere? I freddi sistemi digitali non vi entusiasmano? Vi piacerebbe tornare a giocare con la fotografia? Fatevi una Lomo o una Holga. Le toycameras, così le chiamano, sono apparecchi fotografici che costano una manciata di euro e valgono ancora meno. Eppure le loro imperfezioni, le scarse regolazioni possibili, la messa a fuoco approssimativa e le pietose ottiche utilizzate affascinano molte persone. Io sono sul punto di comprare una Holga. Riporto alcuni link molto utili per chi volesse documentarsi.

Sito ufficiale Lomo (English)
Lomo su Wikipedia (Italiano)
Toycamera.com: Immagini e consigli (English)
Lomography.com (English)
Lomography.it (Italiano)
Lomo box (English)
Lomo US Forums (English)
Lomo su Camerapedia (English)
Flickr’s Lomo Pool (English)
Holga.net Sito di riferimento per la Holga (English)
Holgamods Holga modificate e trucchi (English)

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Carbone o argento?

La mia Epson Stylus Photo 1290, di cui ho parlato in un precedente post, è morta. Avevo intenzione di utilizzarla per stampe in bianco e nero con gli inchiosri a pigmenti di MIS Associates e visto che non mi posso permettere al momento una stampante Epson A3 solo per stampe in bianco e nero, sono sceso a compromessi con le mie tasche ed ho acquistato una Epson Stylus Photo R220, una stampante A4 dall’ottimo rapporto qualità/prezzo. Non ho ancora deciso se è il caso di comprare da MIS Associates delle cartucce precaricate di inchiostri Ultratone al carbone o se è il caso di acquistare direttamente dei flaconi di inchiostro insieme ad un kit per la rigenerazione delle cartucce stesse. Ovviamente la seconda soluzione è molto conveniente dal punto di vista del costo per singola stampa, ma bisogna fare fronte ad una spesa iniziale non indifferente. A detta di chi usa già questi inchiostri il livello qualitativo delle stampe in bianco e nero da sorgente digitale sta crescendo, anche perchè le carte da stampa inkjet fine art, stanno migliorando sempre più avvicinandosi a poco a poco alle amate carte baritate tradizionali. A proposito di carte tradizionali, mi viene in mente un sistema alternativo di cui non sento parlare da un po’, ovvero la stampa su carte negative tradizionali di file digitali, ottenute grazie a particolari ingranditori come questo sistema DeVere, capaci di proiettare sul piano di stampa un’immagine digitale. In questo modo sarebbe possibile ottenere risultati probabilmente magnifici, effettuando tutte le correzioni, mascherature, bruciature ecc. prima dell’esposizione della carta, conservando parte del bagaglio di esperienza acquisito in tanti anni di lavoro in camera oscura.

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